Spiga

Unicredit


Mi verrebbe da dire guardando Unicredit : "Niente di nuovo sul fronte occidentale" in memoria di "Erich Maria Remarque".

Si resta infatti da diversi giorni nella terra di nessuno, oscillatore ancora fra le 2 trend e prezzi sopra l'importante supporto da tenere in chiusura a 2.24 e sotto la resistenza dinamica passante domani a quota a 2.36. Questa configurazione "avvantaggia" i longer, visto che il supporto resta fermo, mentre la resistenza si abbassa e si abbassa giorno dopo giorno...
Ho messo anche un altro grafico, mettendo in risalto 2 medie mobili.Avrei voluto pubblicarlo solo dopo il loro incrocio, ma essendoci la possibilità che ciò non avvenga ho deciso di farlo lo stesso. Entrambe le medie sono esponenziali e applicate alla chiusura, la più breve a 30 periodi, la più lunga a 98.
Perché aspettavo (non è ancora detto che non incrocino) l'incrocio fra le due?
Ho cercato con l'aiuto di prorealtime due medie mobili di medio/lungo periodo che forniscano in un intervallo temporale compreso fra la lunghezza di un t+1 lungo e un t+2 corto (24 barre o sedute) i migliori segnali di un eventuale cambiamento del trend principale.
Ho domandato al sistema : cosa è successo alla quotazione di Unicredit 24 sedute dopo che quella media corta ha tagliato dall'alto verso il basso la media lunga? (incrocio ribassista)

Ho analizzato le quotazioni dal 1994 a oggi pomeriggio.
Bene, i risultati dicono che quella particolare situazione (incrocio bearish) si è verificata solo 16 volte in questi anni e 13 volte su 16 (81.25%) il titolo mostrava 24 sedute dopo un valore inferiore al giorno dell'incrocio. A volte solo di 4 punti percentuali, altre volte anche di un 18 %
Nei 3 casi sfortunati (incrocio che dava un falso segnale) il titolo si ritrovava 24 sedute dopo con quotazioni fra il 6 e il 9 % superiori...
Magari tutto questo ragionamento non serve a nulla, ma almeno abbiamo qualche dato statistico in più.
Alla prossima ...

Sp500

Grafico minimalista.
Sp500 su scala lineare e time frame settimanale, ho unito i massimi del 2007 e 2008, tracciato la parallela; messo un fibo dell'intera discesa e l'altra retta nera che vedete congiunge i minimi sempre settimanali del 2002 e 2003.
Sta salendo il leggera divergenza. Il momento è topico

Eni


Graficamente il testa spalle ribassista c'è e la rottura della neck è arrivata oggi. Purtroppo i volumi non confermano la figura. Vedremo..

Unicredit


Dove va la balena? Cliccare sulla foto per vedere meglio i commenti

Ftse Mib -16/22 novembre 2009-

A mio parere fino a quando non chiude la seduta sopra i 23600 quello dal 3 novembre ad ora potrebbe essere stato solo un movimento di rimbalzo necessario per scaricare gli oscillatori vicini all'ipervenduto. Venerdi l'indice è rimasto praticamente schiacciato fra 2 medie mobili di breve e abbiamo rintracciato esattamente il 61.8 % del movimento dai max di ottobre al 3 novembre.
Quasi tutti gli indice europei hanno già disegnato la spalla sinistra e una bella testolina, mancherebbe quindi la spalla destra.
Il dubbio principale è di natura ciclica
Dal 5 ottobre al 3 novembre un t+2 corto o un t+1 lungo ?

A sensazione penso almeno ad un ritorno sulla trend oraria che sostiene i prezzi dal minimo del 3 novembre passante a quota 22600 punti. Tutto il ragionamento ribassista va a farsi benedire con chiusure sopra 23600, allora mi aspetterei quanto meno un test dei massimi e simultaneamente della ribassista di lungo periodo.

Ftse Mib -12 novembre 2009-

C'è la concreta possibilità che il ciclo intermedio è terminato con il minimo a 21801 punti registrato nella prima parte della seduta di martedì 3 novembre. Ma diversi indizi mi lasciano ancora credere come sia possibile un ulteriore gamba ribassista per questa volta realizzare concretamente la fine del ciclo. Prima ragione è di natura statistica: questo ciclo in termini percentuali offrirebbe una correzione minore del precedente, nonostante facciano parte dello stesso ciclo superiore. Secondo: le divergenze sugli oscillatori in particolare Rsi e Macd chiamavano una discesa maggiore, e il rimbalzo di questi giorni non sorprende,visto che è arrivato proprio quando doveva arrivare, cioè appena entrati in valori di ipervenduto. Terzo: il rimbalzo attuale non ha superato la forte resistenza in zona 23650 e ha arrancato a contatto con le medie mobili di breve periodo.Operativamente nel caso questa ipotesi sia corretta la discesa dovrebbe portare il nostro mercato intorno a quota 21000 punti per il 21-24 novembre. Darei invece per spacciato l'intero ragionamento nel caso di chiusure giornaliere sopra i 23650, in tal caso allora darò per partito l'intermedio il 3 novembre e target al rialzo saranno i massimi di ottobre a 24500 e poi sopra i 26200
Vedremo.. alla prossima..

Unicredit


Questo è il grafico di Ucnicredito..che per via della sua capitalizzazione è praticamente borsa italiana. Il titolo ha perso la trend di medio dopo essere salito in divergenza per 3 mesi,e ha rimbalzato con Rsi ormai in ipervenduto e dopo aver toccato i massimi di maggio, che erano il primo target ipotizzato in caso di rottura della trend di medio periodo.
L'azione ha oscillato nelle ultime sedute dentro un triangolo simmetrico creando una situazione di compressione, notare anche i volumi in calo costante.
Lunedì prossimo il titolo molto probabilmente stapperà da una parte o dall'altra, sicuramente con una candela vistosa e volumi elevati... ma verso dove? La figura sembra di continuazione del trend di breve periodo che adesso è short. In caso di rottura inferiore i prezzi in poche sedute raggiungerebbero i 2.04 euro. Vedremo...

115 funerali

Superati di slancio i 100 fallimenti bancari settimana scorsa, durante questo weekend si è giunti a quota 115, ci hanno lasciato la California National Bank,BankUSA, Citizens National Bank, Madisonville State Bank, North Houston Bank, Pacific National Bank, Park National Bank, San Diego National Bank, e la Community Bank of Lemont. 9 caduti in un solo bollettino. Già superato quando mancano ancora 2 mesi alla fine dell'anno il numero di fallimenti del 1992 durante la crisi del credito e risparmio. Chiusure comunque previste e il numero di queste piccole banche fallite è ancora destinato a crescere. Non preoccupano più di tanto dunque, ciò che ha fatto tremare i mercati questo venerdì è invece la situazione di Cit Group, che non è riuscita a risolvere i problemi e nei prossimi giorni dovrebbe fare ricorso al Chapter 11.Inoltre il dato sul Pil americato, che fa gridare qualcuno al miracolo e alla fine della recessione, è frutto di un massiccio intervento statale, in particolare grazie agli incentivi alla rottamazione per il mercato dell'auto e agli sgravi fiscali per l'acquisto della prima casa. Senza questi interventi la crescita sarebbe pari a zero o lì vicino, e questo fattore G (spesa pubblica) prima o poi dovrà verire meno.I dubbi del governatore Draghi che cercano di smorzare l'ottimismo convinto del Premier sono l'evidente segnale di come non bisogna lanciarsi a facili entusiasmi. La situazione è tutto tranne che chiara e rosea.